Verdure conservate nel sale (vers. Calabria)

Ingredienti

Peperoni verdi (ideali i riggitani) e/o rossi

Melanzane

Pomodori verdi

3 spicchi d'aglio per kg di verdure (qtà indicativa)

Finocchietto selvatico o semi di finocchio

Opzionale: peperoncino

Sale al 15% sul peso totale (177 g per kg di verdure)

Preparazione

Pulire bene le verdure e affettarle (è più comune fare dei pezzi grossi). È preferibile sbucciare le melanzane, se si pensa di gustarle crude.

In un recipiente, mescolare le verdure con il sale e lasciarle ammorbidire senza gettare il liquido che verrà rilasciato.

In un vaso di terracotta cilindrico (chiamato in alcune parti della Calabria "salaturi") mettere un primo strato, il finocchio, l'aglio a fette, volendo del peperoncino. Fare poi altri strati seguendo la stessa procedura, compattando bene a mano a mano che si fanno.

Disporre in cima un piatto (un tempo era un disco di legno) con un peso sufficiente a tenere il tutto ben premuto e sommerso dal liquido.

Lasciare maturare almeno un mese.

Dopo questo tempo, le verdure sono pronte per essere utilizzate (vedi note).

Le verdure dopo 2 mesi di salatura, dissalate e pronte all'uso.

Frittelle di verdure sotto sale (vedi note per la ricetta).

Note

Antica preparazione contadina calabrese.

L'alta quantità di sale (15%) permette la salagione senza fermentazione (a differenza, ad esempio dei crauti e di altre verdure fermentate). Le ricette in giro indicano un 10% sul peso della verdura - quantità insufficiente a scongiurare il rischio botulino. Si è quindi optato per un 15% sul peso totale (sale e acqua inclusi), che non cambia il risultato della ricetta ma ne rende sicuro il consumo.

Con questo metodo si conservano anche singole verdure, soprattutto peperoni ("pipi salati") e olive schiacciate, e si possono mettere sotto sale altre verdure come le cipolle.

Dopo essere state dissalate (24 ore, cambiando l'acqua), le verdure si possono mangiare in tanti modi: crude con dell'olio, come accompagnamento a taglieri di formaggi e salumi; fatte in un soffritto con generoso olio e peperoncino e poi messe nel pane ("pane conzatu" calabrese, simile a quello siciliano); come base per sughi; spezzettate, mescolate nella pastella (2 parti di verdure, 2 di farina, una parte di formaggio grattugiato, un uovo per 300 g di farina e acqua frizzante qb.) e poi fritte; infarinate e fritte.

Una posa nerastra che si viene a formare sul fondo del vaso è normale.

Fonti

In cucina con lo chef - link

Il mondo di Rina - link

Piatti tipici calabresi - link

La cucina e le idee di Luisa - link

La cucina e le idee di Luisa (verdure in pastella) - link

Fermentalista (quantità di sale) - link

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